Francesco Perna, vigile del fuoco di Napoli, da cinque anni si impegna per ridare la dignità di “persona” ai migranti: «Lo faccio per poter guardare negli occhi le mie figlie»

«L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera».

L’attualità delle parole di Gramsci è evidente: sembra che descrivano alla perfezione l’atteggiamento, il senso comune prevalente del nostro tempo. Con l’unica differenza che oggi l’indifferenza viene sbandierata, promossa attivamente e consapevolmente a politica. I problemi seri, reali, sono abilmente sostituiti da questioni ingigantite, aggravate appositamente per far maturare convinzioni falsate della realtà. Il pensiero semplicistico è dominante e impedisce di comprendere le complesse dinamiche che causano e regolano uno dei fenomeni più antichi che da sempre hanno connotato l’umanità: le migrazioni.

È quasi banale affermare che le persone si spostano nello spazio, in cerca di condizioni di vita migliori. Eppure, dopo l’abbattimento del Muro di Berlino, altri “muri” sono stati costruiti: muri di filo spinato, di armi spianate, di agenti, che presidiano un confine artificiale, quello tra le nazioni, per fermare “invasioni” e “orde” che premono, desiderose di varcare la soglia dell’Europa, la “patria dei diritti”, solennemente proclamati ma troppo spesso disattesi.

Michele Turazza

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