Giustizia più celere o denegata giustizia? Alcune riflessioni sulla discussa Legge 134/2021 e i suoi effetti sui procedimenti giudiziari

La Legge 27 settembre 2021 n. 134 (cosiddetta “Riforma Cartabia”), entrata in vigore il 19 ottobre scorso, conferisce la “Delega al Governo per l’efficienza del processo penale e per la celere definizione dei procedimenti giudiziari”. Un obiettivo sacrosanto, ovvio, astrattamente e universalmente condivisibile, perseguito a parole sin dagli albori dell’Unità d’Italia, ma concretamente tradito da una prassi normativa all’insegna di riforme asistematiche, rammendi raffazzonati del tessuto codicistico, sovrapposizioni contraddittorie, interventi correttivi frutto di logiche compromissorie al ribasso, maldestri ritocchi cosmetici, incoerenti operazioni di restyling e maquillage che hanno sfigurato il volto della legislazione penale e processuale, riducendola ad un grottesco vestito di Arlecchino.
Non sembra fare eccezione, purtroppo, la predetta legge intitolata all’attuale Guardasigilli, fortemente caldeggiata in ambito comunitario, giacché l’erogazione dei cospicui finanziamenti legati al P.N.R.R. e al Recovery Fund è stata subordinata, fra l’altro, all’approvazione di provvedimenti legislativi tali da assicurare un’apprezzabile riduzione dei tempi di durata dei processi penali, civili e tributari.

Francesco Moroni

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