Ci sono storie che possono essere definite assurde, intrecci di potere in contesti così lontani dalla vita di ognuno di noi da sembrare solo trame di film. Il caso Epstein sembra proprio questo. Una storia dove si intrecciano relazioni politiche, sesso, pedofilia, potere e denaro, complotti e contro complotti. Il tutto in uno scenario globale, dove i confini geografici, politici e umani sono praticamente inesistenti

di Lorenzo Baldarelli

Di certo c’è solo che ci troviamo di fronte al più grande scandalo di cronaca nera e politica del XXI secolo. Questa storia è così complessa che non solo viene coinvolta la parte razionale ma anche quella inconscia. Come diceva Hume: «Le menti umane sono specchi le une delle altre, perché ciascuna riflette le emozioni dell’altra e perché quei raggi di passione, sentimenti, e opinioni si riverberano sfumando gradatamente e impercettibilmente». Qui però di impercettibile c’è veramente poco. Si intrecciano abusi sistematici, controlli della finanza mondiale, complotti politici e omissioni giudiziarie. Ma è possibile fare chiarezza? Non sarà facile ma proviamoci.

L’ascesa agli inferi necessita di un culto della personalità e dell’appoggio degli “amici”

Chi era Jeffrey Epstein? Originario di New York è stato un insegnate delle superiori con un passato universitario fallimentare. Epstein però aveva un fiuto particolare: sapeva distinguere tra chi truffare e chi tenersi amico. Forse quando passò nel settore finanziario, lavorando inizialmente presso Bear Stearns, capì che nella confusione si potevano fare molti soldi.

Come scrive il collettivo Wu Ming su Internazionale: «Epstein era soprattutto un uomo d’affari ed è evidente che voleva investire sul caos, speculare sulla destabilizzazione degli equilibri politici, mandare al governo forze che coprissero le sue operazioni». È ormai nota la sua frase sulla Brexit, rivolta all’imprenditore della Silicon Valley Peter Thiel: «È solo l’inizio (…) ritorno al tribalismo, spinte contro la globalizzazione, stupefacenti nuove alleanze (…) trovare cose sul punto di crollare è più facile che trovare il prossimo affare».

Nel 1982 Epstein fonda la sua società ma continua ad usare le sue “credenziali aziendali” per farsi pubblicità tra i ricchi che contano. È in Bear Stearns, potente società di investimenti di Wall Street, che comincia a conoscere il potere e soprattutto a conoscerne le debolezze di chi lo gestisce. Come un Georges Duroy della finanza e pedofilo, protagonista del romanzo Bel-Ami di Guy de Maupassant, intreccia rapporti con donne di potere e con potenziali clienti. Come scrive il New York Times, Epstein aveva un «acuto senso» di quali persone potesse derubare e di quali, invece, fosse fondamentale tenersi buone.

Secondo quanto riportato dalla CNN, infatti, Epstein accettava come clienti solo individui con un patrimonio superiore al miliardo di dollari. È negli anni ’90 che riesce ad accumulare ricchezze, proprietà e contatti importanti, molti dei quali anelavano di partecipare alle feste…