Dalle piccole alle grandi imprese, il benessere dei lavoratori sembra ancora un miraggio. Un approfondimento circa le cause legate al fenomeno del “mobbing” e le possibili strategie aziendali da intraprendere per ridurre la “conflittualità” nel mondo del lavoro

    L’articolo presente è tratto dai risultati di un convegno realizzato dall’AISL_O (associazione studio-lavoro che si occupa di tematiche di sviluppo organizzativo da più di trent’anni, di cui lo scrivente è consigliere) e vuole dare una breve illustrazione del fenomeno del mobbing a partire da quanto previsto dalla Strategia Comunitaria per la salute e la sicurezza nelle organizzazioni di cui di seguito riportiamo un breve estratto:

    «Un’organizzazione e un ambiente di lavoro sani e sicuri sono fattori che migliorano le prestazioni dell’economia e delle imprese. La “non qualità” del lavoro si traduce in una perdita di capacità produttiva per l’economia e in spese per indennizzi e in prestazioni il cui finanziamento pesa in larga misura sulle imprese (…). La strategia comunitaria per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro deve pertanto accompagnare tali trasformazioni e tali nuove esigenze nei diversi Paesi, al fine di promuovere un vero benessere sul luogo di lavoro, che sia quanto fisico quanto psicologico e sociale, e che non si misura semplicemente con l’assenza di infortuni o malattie professionali».

    Guido Massimiano e Maria Grazia De Angelis

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