Nelle società digitali il confine tra reale e virtuale svanisce, ridefinendo il controllo sociale tramite i big data, utilizzati anche dalle polizie in chiave predittiva. Quali sono i rischi e le implicazioni etiche del loro uso? Se da un lato è necessario garantire la sicurezza dei dati raccolti e l’efficienza delle indagini, dall’altro è fondamentale evitare abusi e proteggere la privacy delle persone
di Giulia Fabini – Università di Bologna
Società digitali, dati e controllo
Viviamo in una società digitale, in cui è sempre più difficile, se non impossibile, distinguere nettamente il reale dal virtuale. Non c’è praticamente nulla che accada esclusivamente nel cyberspazio, senza connessioni con la realtà materiale, né alcun evento (o ben poco) nello spazio fisico che non sia in qualche modo influenzato, mediato o collegato a ciò che avviene online. Le società digitali non sono spazi virtuali isolati, ma sistemi integrati in cui i cambiamenti tecnologici, sociali e strutturali ridefiniscono la vita contemporanea. Abitiamo un ambiente in cui le dimensioni digitali e fisiche interagiscono costantemente, influenzandosi a vicenda. Questo approccio è centrale per comprendere come i rischi legati alla cybersecurity sorgano ed evolvano all’interno di un quadro tecnosociale. Questo vale anche per le attività di contrasto basate sull’utilizzo di big data e tecniche data-driven da parte delle polizie.
Nelle società digitali contemporanee i meccanismi di controllo sociale e di prevenzione del crimine si fondano sempre più sull’impiego di strumenti tecnologici e, in particolare, sull’uso sistematico dei dati. La raccolta, l’elaborazione e l’analisi delle informazioni costituiscono oggi l’ossatura delle strategie orientate ad anticipare i comportamenti criminali e a garantire l’applicazione della legge. Questa crescente dipendenza dai dati ha trasformato le informazioni personali in una risorsa cruciale: esse devono essere acquisite e utilizzate per finalità di sicurezza, ma al contempo necessitano di una rigorosa protezione contro accessi non autorizzati e usi impropri. Da questo duplice imperativo nasce una tensione strutturale per le agenzie del controllo, in particolare per le Forze di polizia: da un lato, esse agiscono raccogliendo e gestendo informazioni su individui e gruppi per finalità di controllo, sorveglianza e indagine; dall’altro, devono proteggere i dati che raccolgono. Ovvero, nella società digitale, il controllo data-driven deve reggere la…
